FAQ

Come capire il livello di difficoltà di un sentiero escursionistico

tre principali fattori che definiscono la difficoltà di un sentiero sono:

  • dislivello positivo;
  • tempo di salita;
  • grado di difficoltà secondo la scala delle difficoltà delle escursioni adottata in Italia.

Sicuramente anche la lunghezza del sentiero è importante, ma in generale non influisce sulla sua difficoltà.

Il dislivello positivo (spesso indicato semplicemente come “dislivello”) è il totale di metri di salita durante un’escursione

Quando si tratta di un sentiero con i sali-scendi, il dislivello complessivo positivo prende in considerazione la somma di tutti i dislivelli positivi che bisogna percorrere lungo il sentiero

La scala delle difficoltà escursionistiche è adottata a livello nazionale ed è definita dal CAI. Secondo questa classificazione, ci sono principalmente 4 gradi di difficoltà dell’escursionismo:

  • T: sentieri turistici;
  • E: sentieri escursionistici;
  • EE: sentieri per escursionisti esperti;
  • EEA: sentieri per escursionisti esperti con attrezzatura. ( Amèlie non lo farà)

Qualche consiglio in più

  • Non scegliere un’escursione con un livello difficoltà superiore alle tue capacità. Passa a quello con dislivello e/o grado di difficoltà un po’ più basso – ti divertirai molto di più!

Cos’e un sentiero Turistico

Itinerari su stradine, mulattiere o comodi sentieri, con percorsi che sono ben segnalati e non presentano difficoltà o problemi di orientamento. In generale, questi sentieri si trovano sotto la quota di 2.000 m, mentre il dislivello non supera i 500 m.

Pertanto, non è necessario essere allenati fisicamente o avere un grande senso dell’orientamento. Infatti, si tratta di percorsi adatti a tutti, compresi bambini, anziani e persone con uno stile di vita prevalentemente sedentario.

In altre parole, questa è una buona opzione per una facile gita in giornata, piena di natura e paesaggi meravigliosi.

  • Che significa difficoltà “E” ?

-sentieri per escursionisti di ogni livello

Sentieri su vari tipi di terreno (pascoli, detriti, pietraie). Possono avere brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua, dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli.

Si sviluppano a volte su pendii ripidi, dove i tratti esposti sono in genere protetti con barriere o assicurati con corde fisse. Possono avere alcuni passaggi su roccia (non esposti), o brevi tratti attrezzati con scalette e pioli. Questi tratti, comunque, non richiedono l’utilizzo di alcuna attrezzatura specifica (quali imbragatura, moschettoni, ecc.)

Per questi sentieri è necessario:

  • un buon senso dell’orientamento;
  • un certo livello di esperienza;
  • scarpe da trekking adeguate.

Solitamente, il dislivello in questi casi è di circa 500-1.000 m. Ciò significa che è necessario avere un buon livello di allenamento per essere sicuro di poter camminare in salita per un paio di ore di seguito senza difficoltà.

  • Che significa difficoltà “EE?

Questi sentieri possono superare  i 1.000 m di dislivello.

 Si tratta di terreno impervio e insidioso, come pendii ripidi e/o scivolosi di erba, o misti di rocce ed erba, o di rocce e detriti;

  • terreno vario a quote relativamente elevate, come pietraie, brevi nevai non ripidi, pendii aperti senza punti di riferimento, ecc.;
  • tratti rocciosi, con lievi difficoltà tecniche,

Per questo tipo di sentieri è importante:

  • una certa esperienza in montagna;
  • buona preparazione fisica;
  • avere abbigliamento adatto, scarponi trekking, vestiario a strati, giacca antivento, cappello.. etc.
  • preferibilmente, assenza di vertigini.
  • Quanto acqua portare in escursione?
  • Che sia fondamentale avere con sé una scorta d’acqua da consumare nel corso dell’escursione è cosa nota a chiunque abbia un minimo di dimestichezza con i sentieri.
  • Ma quanta ne dobbiamo portare precisamente?
  • Il consumo idrico dell’escursionista: 1 litro ogni 2 ore
  • Dare un consiglio su quanta acqua portare non è immediato, molto dipende dalla lunghezza del percorso, dalle condizioni di temperatura e clima e dal livello di allenamento dell’escursionista.
  • Questo non significa che per completare una gita da 8 ore dobbiamo necessariamente partire con 4-5 borracce di acqua!
  • Se l’escursione è particolarmente lunga, o meglio impiega tutta la giornata, infatti, possiamo/dobbiamo predisporre un poco di logistica prima della partenza, individuando i punti dove sarà possibile effettuare un pitstop per il rifornimento idrico.
  • Meglio sempre chiedere consiglio alla guida !
  •  
  •  Piccolo consiglio:   – quando bere durante d’escursione?
  • Durante l’escursione è meglio bere a intervalli regolari, senza attendere che si presenti lo stimolo della sete, in quanto questo si fa sentire quando già l’equilibrio idrosalino comincia ad essere in crisi e la disidratazione è già cominciata.
  • che scarpe mettere per un escursione?
  • Nella scelta delle scarpe da usare per la montagna o più in generale per trekking, hiking ed escursioni, gli elementi da valutare sono numerosi.
  •  
  • Altezza della scarpa: scarpe basse o scarponcini?
  • Materiale: è più importante che le scarpe siano traspiranti o impermeabili?
  • Distanza che s’intende percorrere: lunga o breve?
  • Tipologia di terreno: rocce, terra, bagnato o un po’ di tutto?
  •  
  • Le scarpe alte sono consigliate a chi desidera una protezione migliore della caviglia, per via di precedenti infortuni, peso particolare (del proprio fisico o per via di uno zaino pesante) o minore confidenza con l’attività escursionistica.

Le scarpe basse sono più leggere, comode e traspiranti. Se usate in combinazione con i bastoncini da trekking possono ovviare bene alla mancanza di protezione sulla caviglia e tenere lontani gli infortuni.

  •  Impermeabilità: 
  • l Goretex è una membrana impermeabile traspirante brevettata, spesso utilizzata nell’abbigliamento tecnico. Esistono altre membrane simili di altri produttori, spesso altrettanto valide, ma questa è la più diffusa
  • Il Goretex rende le scarpe più pesanti e molto meno traspiranti. È davvero utile solo nell’uso in ambiente innevato o in caso vi aspettiate di essere esposti a grandi quantità d’acqua, ad esempio perché programmare di guadare ruscelli o di utilizzare le scarpe in ambienti estremamente piovosi/fangosi.
  • In tutti gli altri casi, una scarpa in Goretex è sconsigliabile.
  •  
  • Quando state valutando una scarpa, guardate bene la suola!
  • Valutate dunque bene il tipo di utilizzo che intendete effettuare ed scegliete la suola in base ad esso.
  • Molti produttori di scarpe si affidano all’azienda italiana Vibram, leader nella produzione di battistrada per calzature, che offre delle miscele di gomma ideali, che fanno la differenza soprattutto sulla presa su superfici lisce, bagnate o ghiacciate.
  • La verità è che la scarpa migliore è sempre quella che si adatta meglio al proprio piede. Ogni modello o marca, infatti, sarà più adatto a tipologie di piede e di appoggio differenti, quindi utilizzate questi consigli ma poi provate le calzature così da verificarne il vostro comfort soggettivo.
  • A seconda della tipologia e del materiale, le scarpe possono richiedere un tempo minimo per ammorbidirsi. Per questo, usare delle scarpe nuove per un’escursione lunga può causare vesciche o dolori. Se la scarpa è nuova, un trucco è quello di indossarla da fermi per qualche ora, o utilizzarla per brevi periodi, prima di un’escursione. Questo consentirà alla scarpa di ammorbidirsi e di cominciare a prendere la forma del proprio piede.
  • Bastoncini si o no?

Bastoncini da trekking: utili se li si sa usare quando servono

I bastoncini da trekking sono sempre più diffusi tra gli escursionisti ed è giusto che sia così, perché hanno tanti pregi.

Tuttavia non esistono solo gli aspetti positivi.

bastoncini da trekking provocano un maggior dispendio energetico perché coinvolgono anche i muscoli della parte superiore del corpo, cioè braccia e spalle.

Utilizzo dei bastoncini in salita non apportano sempre il  beneficio  desiderato  perché il peso della parte superiore del corpo è stato trasferito dalle gambe – dove sono i muscoli più grandi e forti del corpo alle braccia, che si stancano più rapidamente

Usare i bastoncini in salita significa incurvarsi, mentre in quelle circostanze è importante mantenere il busto il più eretto possibile in modo che i muscoli delle gambe facciano tutto il lavoro necessario.

Stare dritti e fare passi più brevi è la chiave per salire su sentieri ripidi , non sporgersi in avanti sui bastoncini.

I bastoncini da trekking possono essere molto utili per gli escursionisti, soprattutto perché riducono lo sforzo e il carico sugli arti inferiori dovuto alla forza di gravità  durante le discese.